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[headlines] Hammarberg: Le politiche discriminatorie contro gli anziani devono finire

2012-01-20 15:15:50

Strasburgo, 19/1/2012 - La privatizzazione degli istituti per anziani in Svezia è stata recentemente contrassegnata da alcuni scandali. I media hanno rivelato che una società commerciale che gestiva molti di questi istituti anteponeva la realizzazione di profitti e di bonus per i suoi dirigenti ad una assistenza adeguata per i residenti, ha dichiarato Thomas Hammarbeg, Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, nel suo ultimo Human Rights Comment pubblicato oggi.

Le urgenze mediche non sono state trattate in modo corretto a causa del numero insufficiente del personale infermieristico. Al personale in servizio era stato chiesto di trovare dei modi per limitare le spese, perfino sul cibo, sugli ausili per l’incontinenza e sui guanti di protezione. Ad esempio, è stato chiesto loro di pesare i pannoloni usati per determinare se fossero riutilizzabili.

Alcune autorità locali hanno annullato i loro contratti con questa società e il Governo svedese ha annuncitao un controllo maggiore delle case di cura. Tuttavia, vi sono altri insegnamenti da trarre da questi scandali.

Tali violazioni dei diritti degli anziani non accadono solamente in Svezia e non si limitano al settore privato. In tal senso, l’Ombudsman dei servizi sanitari in Inghilterra ha pubblicato un rapporto sulle irregolarità del sistema pubblico sanitario nei confronti degli anziani.

Una mancanza di compassione

Nel suo rapporto, l’Ombudsman conclude che le aspettative delle persone anziane di poter terminare la loro vita in modo dignitoso, senza sofferenza e in condizioni igieniche soddisfacenti non sono rispettate nella realtà.

“Le conclusioni delle mie ricerche rivelano che esiste un atteggiamento, sia delle persone sia delle istituzioni, che trascura l’umanità e l’individualità delle persone interessate, e dimentica di trattarle con sensibilità, compassione e professionalità”.

Problemi simili sono stati altresì denuciati da giornalisti di inchiesta e da ombudsman attivi in altri paesi. Eppure, temo fortemente che molte altre situazioni simili non siano state rivelate. Infatti, la denuncia è vista come una mancanza di lealtà e gli anziani esitano ad accusare per paura di ritorsioni da parte del personale o poiché non sono in grado a causa del loro handicap.

Ora, gli anziani sono stati colpiti in modo sproporzionato dalla crisi economica attuale. Molti vivono in una povertà abietta; le donne anziane e sole che hanno una piccola, a volte inesistente, pensione sono particolarmente vulnerabili.

In verità, molti paesi hanno tentato di proteggere i gruppi di persone vulnerabili dalle conseguenze dell’austerità ma gli effetti congiunti dei tagli, sul personale infermieristico, le pensioni, le sovvenzioni, nonché sugli organi di controllo hanno colpito in pieno le persone non più grado di guadagnare del denaro né di provvedere ai loro bisogni.

Si tratta anche di una questione di mentalità, come sottolineato dall’Ombudsman inglese. Gli anziani sono spesso considerati come non produttivi e rappresentano solamente un peso. L’allungamento della vita, che modifica il quadro demografico della società, è definita come “crisi”.

Il “positive ageing” in Irlanda

Per lottare contro questa visione dell’invecchiamento, dei gruppi non governativi irlandesi hanno fondato una coalizione “Older & Bolder” identificando gli stereotipi negativi e le piccole umiliazioni che colpiscono quotidianamente gli anziani.

Uno dei loro messaggi sostiene che non bisognerebbe più parlare di anziani come un gruppo a parte, in quanto la vecchiaia è una tappa della vita di tutti gli esseri umani. Il problema non è che le persone vivono più a lungo ma che la società nel suo insieme non tiene conto di questo allungamento della vita.

«Older & Bolder» conduce la campagna politica di invecchiamento positivo (positive ageing), basata sulle opinioni delle persone anziane stesse. Ad esempio, bisognerebbe rispettare la volontà di molti di restare nelle proprie abitazioni avendo accesso, ugualmente, ai servizi di prossimità.

La coalizione irlandese fa spesso riferimento ai Principi delle Nazioni Unite per le Persone Anziane del 1991 fondati su temi quali l’indipendenza, la partecipazione, l’assistenza, l’autorealizzazione e la dignità. Questo documento propone punti importanti, tuttavia né l’ONU né nessun’ altra organizzazione intergovernativa si sono impegnate a sufficienza per proteggere i diritti delle persone anziane.

Nessun trattato o agenzia per gli anziani

Non esiste alcun trattato speciale dedicato alla protezione dei diritti degli anziani o, ad esempio, alcuna agenzia simile all’UNICEF. Probabilmente, a questa mancanza sarà posto rimedio nel corso di quest’anno. Una conferenza ministeriale dell’ONU si terrà a settembre a Vienna per esaminare i cambiamenti intervenuti a seguito della conferenza precedente sulle persone anziane, tenutasi 10 anni fa a Madrid.

I partecipanti discuteranno su come poter consentire alle persone che possano e lo desiderino, di lavorare più a lungo, su come prevenire la discriminazione e promuovere la vita sociale, e creare un ambiente che permetta di restare autonomi e di invecchiare in buona salute e con dignità.

Ciò riguarderà milioni di individui in Europa e il loro numero è destinato a crescere.

Direzione della Comunicazione del Consiglio d'Europa
Tel: +33 (0)3 88 41 25 60
Fax:+33 (0)3 88 41 39 11

 

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